Providers poliziotti della Rete
I Monopoli di Stato hanno messo fuorilegge molti siti stranieri non autorizzati e chiedono agli operatori web italiani di intervenire. La rivolta dei provider italiani costretti a oscurare siti di scommesse. La protesta: “Siamo obbligati a fare i i poliziotti della Rete, non è giusto: si ledono la libertà nostra e quella degli utenti”
È un caso che ha fatto discutere, indicato da molti come il primo esempio notevole di censura di internet su larga scala, in Italia.
Tutto questo potrebbe cambiare molto presto in quanto il tribunale civile di Roma ha deciso e sconfessa l’operazione voluta dal monopolio di Stato e sostenuta dalla finanziaria del 2006 sui filtri di stato.
La parola fine potrebbe essere messa il prossimo 10 maggio dal tar del Lazio che si pronuncerà sui ricorsi di molti operatori contro questa legge. Per ora le liste nere dei siti oscurati continuano ad esistere e i filtri fanno bene il loro lavoro: avvertenza sito non raggiungibile.


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